Caro presidente, ti scrivo...

Ci sono cascato di nuovo, io ho la mania di scrivere ai potenti... ecco a voi la letterina che ho testè inviato al prof. Monti. Ho indirizzato il tutto alla segreteria generale del governo, speriamo gliela girino... :-)

Mario MontiEgregio presidente,

Le scrivo per comunicarle tutto il mio disappunto e la mia delusione sia per quello che riguarda la composizione del Suo governo, sia per le misure contenute nella manovra economica "salva Italia" che sta vedendo la luce in queste ore. Spero davvero che questa mia lettera passi i filtri del suo staff di segreteria e che lei abbia 10 minuti da dedicare alla sua lettura.

Mi presento: sono un cittadino italiano, ho 48 anni, sono un piccolissimo imprenditore ed il mio reddito per quest'anno si attesta a 18.843,00 euro, più la rendita della casa di mia proprietà in cui abito con la mia famiglia, che ammonta a 1.412,00 euro. Mia moglie guadagna più o meno come me ed ho un figlio di 10 anni.

Sia chiaro: pur non essendo evidentemente un nababbo mi reputo molto fortunato, vedendo tutti i giorni intorno a me situazioni ben peggiori della mia. L'unica soddisfazione che ho ricevuto negli anni dall'essere un imprenditore e quella di essere riuscito finora a far fronte alla responsabilità sociale che ne deriva, avendo sempre anteposto il benessere dei miei dipendenti al mio, arrivando a non prendere lo stipendio io per pagare i loro, e contraendo ingenti debiti personali per evitare il fallimento; se domani le banche dovessero esigere quanto gli devo, finirei letteralmente sotto un ponte. Certo i sacrifici negli ultimi anni sono stati tanti, ma la qualità "vera" della mia vita non ne ha risentito poi molto; certo adesso mi accorgo che mai potrò offrire a mio figlio quello che mio padre ha offerto a me, in termini di possibilità per costruirsi un futuro; ma tant'è.

Qualche tempo fa ho sostenuto un'iniziativa che ha sottoposto al Capo dello Stato un appello per la salvezza nazionale dove veniva fatto anche il suo nome come possibile nuovo capo del governo; immaginerà quindi la mia soddisfazione quando Lei è stato incaricato...

Ma la soddisfazione è durata poco: il suo governo, anche agli occhi di una persona come me, di poca cultura e preparazione, appare grandemente inadeguato: potenti "banchieri" ad occuparsi di lavoro, industria ed infrastrutture? un ammiraglio alla difesa? un manager che fino a ieri ha fatto gli interessi degli editori all'editoria? E così via... ma come? Dov'è finita l'ovvia distanza dagli interessi di parte che dovrebbero avere queste figure? Certo, il suo è un governo tecnico. Certo, non è formato da eletti. Ma in ogni caso i membri di un governo devono rappresentare e garantire l'intera cittadinanza, e non essere diretta espressione di un "sistema" finanziario, industriale e militare che sta palesemente mostrando, in questi tempi di crisi, tutta la sua disumana ferocia nei confronti della gente.

E poi la manovra. La parola più usata in questi giorni da Lei e dai Suoi ministri è stata "equità". E davvero qui ho dovuto ammettere di essere inadeguato, perché a mio modesto parere di equità non c'è traccia alcuna.

Apro una piccola parentesi, perché Lei mi sembra troppo distante dalla vita della gente comune per capire veramente cosa significhi la parola "crisi" nella vita di quelli come me. Per me crisi significa che l'ultimo capo di vestiario l'ho comprato più di un anno fa, e non era un abito, erano un paio di jeans; mangio carne rossa un paio di volte al mese e al parmigiano ho sostituito il grana e il pecorino; la mia auto ha 240.000km, e tutte le sere le rivolgo un affettuoso pensiero pregandola di non abbandonarmi; pagare le rate per far fare un po' di sport e far studiare un po' di musica a mio figlio è oggetto di accurate pianificazioni strategiche; sono stato al cinema l'ultima volta un paio di anni fa, non parliamo a teatro o ad un concerto... e così via.

Glielo ribadisco: io mi reputo fortunato, e non mi lamento di nulla; vedo tutti i giorni persone che hanno ben altri problemi rispetto ai miei e anzi, se posso dare una mano non mi tiro indietro. Quindi sarò felice di fare tutti i sacrifici che saranno necessari per risollevare le sorti dell'economia del mio paese.

Ma torniamo alla manovra: pagherò di nuovo l'ICI, ma la Chiesa non lo farà; il valore catastale di casa mia sarà rivalutato "flat", a prescindere che si trovi in centro a Milano oppure in mezzo ad un bosco in una zona depressa; pare che alla fine non avrò il piacere di veder pagare chi aveva esportato i propri capitali all'estero, nemmeno quel misero e insufficiente 1,5% prospettato, e di tassa patrimoniale non se ne parla nemmeno. In compenso ieri ho fatto benzina in autostrada, e ho pagato il diesel 1,728 euro al litro; mi aspettano inoltre due bei punticini di IVA in più a breve, che ridurrano ulteriormente il mio già ridotto potere di acquisto. L'IRPEF di chi guadagna 10 o 100 volte quello che guadagno io avrà un incremento francamente ridicolo. Di pensioni non parlo, che abbiamo già fatto piangere il ministro Fornero al riguardo... Queste sono solo poche osservazioni sul poco che ho compreso, ma sono sicuro che ha lei capito cosa intendo.

Potrei andare avanti a lungo, ma davvero l'equità di questa manovra mi sfugge.

Che dire, signor Presidente, la delusione è tanta. Vorrei comunque augurarle buon lavoro ed eventualmente ringraziarla per aver avuto la pazienza di leggermi fin qui.

Con stima un po' ridimensionata, Carlo Ricchiardi

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