Che fine ha fatto Azuni?

Il sito è ancora lì, sconsolatamente abbandonato, all'indirizzo http://www.azunicode.it/. Ma che ne è dell'iniziativa? Potrei rispondermi da solo, ma invece spero che qualcuno mi dia una risposta diversa...

Azuni Code logoNell'agosto del 2010, per soli 30 giorni, i cittadini tutti vennero chiamati ad un compito meraviglioso: dare il loro contributo alla stesura di un documento che permettesse di "raccogliere e sistematizzare le esperienze e le prassi che si sono affermate sulla Rete al fine di individuare punti ideali di equilibrio".

Be', certo, solo per 30 giorni. Ad agosto. E di questa meravigliosa opportunità vennero a conoscenza in pochi, perchè non si diede molta pubblicità alla cosa...

Il ministro Brunetta, firmatario del roboante appello che campeggiava (è ancora lì, controllate) sulla home del sito allestito alla bisogna, garantiva che questo sarebbe stato solo il primo mattone e che non sarebbe stato "l'unica consultazione pubblica in materia, ma solo un primo passo per affinare strumenti e metodi raccogliendo feedback dalla rete".

In soldoni, si chiedeva ai cittadini di esprimersi con opinioni, esperienze, pareri, osservazioni e quant'altro circa lo spinoso tema della governance di internet. Estiquaatsi, direte voi, e lo stesso dissi io all'epoca. Ma come, un tema sterminato e dai labili confini come questo, e abbiamo 30 giorni?

I maligni (chi, io?) all'epoca sostennero che tutta quanta la baracca era stata messa in piedi solo per fregiarsene all' Internet Governance Forum delle Nazioni Unite, che si sarebbe tenuto a Vilnius dal 14 al 17 settembre 2010... ma tant'è, decine di cittadini cercarono di contribuire e si misero alacremente ad inviare contributi ed animarono una discussione di notevoli proporzioni, pur sfidando le inefficienze (tecniche?) di un sistema di conferimento dei contributi che sarebbe generoso definire arcaico. Io ad esempio non riuscii mai a vedere pubblicato un mio piccolo contributo...

Diciamo che i volenterosi se la cantarono e se la suonarono, perchè tutte le loro osservazioni rimasero lettera morta: la versione iniziale del Codice Azuni, documento che avrebbe dovuto sintetizzare tutto l'ambaradan rimase immutata e ancora adesso può essere scaricato dal sito solo nella versione del 30 luglio 2010, vale a dire prima che la consultazione iniziasse...

Nè il Ministero, nè i membri del Tavolo di Lavoro dal Ministero organizzato (che sono stati gli estensori del documento iniziale) sono mai comparsi fattivamente nelle discussioni, e pian piano, come spesso accade, tutto languì fino a morire...

Fatevi un giro per i commenti, ne vale la pena. Percepirete la buona volontà dei cittadini, e la rabbia degli stessi dopo aver capito che, in realtà, del loro contributo non importava niente a nessuno.

Comunque avrei qualche domanda puntuale da fare:

1. Che fine ha fatto il progetto Codice Azuni? E' morto? E' vivo?

2. Se è vivo, quali saranno i suoi sviluppi? In quali tempi previsti?

3. Il Tavolo di Lavoro che ha elaborato il documento in versione beta è ancora attivo?

4. Il documento è stato in qualche modo utilizzato?

5. Quanto è costato fino ad oggi tutto questo?

Siccome so che almeno uno dei partecipanti al tavolo di lavoro leggerà queste righe, aspetto fiducioso una risposta e dei chiarimenti puntuali...

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